Dott. Federico Crisalidi e Dott.ssa Nuria Molo

Transessualismo

In questa pagina abbiamo raccolto sotto il termine Transessualismo la nostra attività nel campo dei Disturbi della Identità di Genere (D.I.G.), del transessualismo, dei transgender e dei percorsi terapeutici a sostegno delle riassegnazioni di genere / cambio di sesso.

I dott. Federico Crisalidi e Nuria Molo sono, infatti, tra i promotori di una recente iniziativa in questo campo: grazie alla collaborazione con altri professionisti, tra cui psicologi, sessuologi, andologi, urologi, ginecologi, endocrinologi, chirurghi plastici, psichiatri e avvocati, è stata fondata un'associazione che si occupa di tutti gli aspetti clinici, psicologici e legali del lungo percorso medico - legale della riassegnazione di genere.

Per saperne di più sull'associazione visita il nostro sito web: www.transessualismo.com.

In questa associazione il nostro ruolo è quello di affiancare il Centro di andrologia, urologia, chirurgia plastica estetica genitale occupandosi del percorso psico-sessuologico dei disordini d'identità di genere. Il Centro di andrologia è cosituito da un poliambulatorio medico-chirurgico diretto dal Dott._Patrizio_Vicini, medico_chirurgo specializzato in interventi di Chirurgia ricostruttiva uro-genitale maschile e femminile. L'associazione offre così un servizio ambulatoriale multidisciplinare integrato con l'intervento sinergico di una équipe di professionisti durante l'intero percorso diagnostico e terapeutico.

A seguito troverete alcuni approfondimenti sul distrubo di identità di genere e il transessualismo.

Per qualsiasi informazione o consulto potete contattarci tramite i riferimenti sotto riportati, o alla nostra pagina dei contatti o al sito www.transessualismo.com.

Grazie
Dott.ssa Nuria Molo
psicologa
psicoterapeuta
sessuologa

Riceve su appuntamento presso lo studio in
Viale Cesare Pavese 101 Roma Sc.A int. 15
telefono: +39 349.64 82 196
info@studiocrisalidimolo.it

 

Dott. Federico Crisalidi
psicologo
psicoterapeuta
sessuologo

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I dott. Federico Crisalidi e Nuria Molo operano ed esercitano la professione secondo le norme del Codice deontologico degli psicologi italiani, ed in particolare garantiscono il rispetto del diritto alla riservatezza, alla non riconoscibilità ed all'anonimato di coloro che si avvalgono delle loro prestazioni; si impegnano a mantenere riservate e strettamente confidenziali le informazioni personali e riservate di cui vengano a conoscenza, a conservare e custodire con diligenza le informazioni riservate di cui vengano in possesso, nonché ad impedire che persone non autorizzate possano avervi accesso.

 

Approfondimenti

I DISTURBI DELLA IDENTITÀ DI GENERE (DIG) – TRANSESSUALISMO – TRANSGENDER – CAMBIO DI SESSO

Parlare di identità di genere significa innanzitutto chiarire alcune importanti differenze. Anzitutto, con il termine il "sesso" si fa riferimento per indicare l'appartenenza anatomo-fisiologica: gli individui vengono classificati come maschi o femmine in base alle rispettive componenti riproduttive.
Si utilizza, invece, "genere" per una categoria fisica e psichica costruita socialmente e culturalmente: è definito da una serie di attributi che una particolare cultura riteneva adatti ad individui che vivevano in un determinato corpo (Fausto-Sterling, 1985).
Questi due aspetti della persona nella maggior parte dei casi coincidono, ma non sempre.
Il genere, a differenza del sesso, andrebbe considerato, riprendendo la definizione di Foucault (1961), come una variabile fluida che cambia e si modifica in epoche e contesti diversi. La sessualità è stata dunque definita secondo un modello che comprende: identità sessuale, identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale (Zucker e Bradely, 1995).
Identità sessuale: «ci si riferisce alla femminilità o alla mascolinità di una persona. Il concetto è determinato da cinque fattori biologici: i cromosomi sessuali; la presenza di gonadi maschili o femminili; la componente ormonale; le strutture riproduttive accessorie interne; gli organi sessuali esterni.» (Simonelli, 2002, p.44);
Identità di genere: «si tratta della percezione unitaria e persistente di se stessi, o auto-identificazione, come appartenente al genere maschile o femminile o ambivalente (di grado minore o maggiore). […] si basa su caratteristiche psicologiche che in una cultura di appartenenza vengono incoraggiate in un'identità sessuale e scoraggiate nell'altra.» (Simonelli, 2002, p.45). Indica quindi un continuo e persistente senso soggettivo di appartenenza alle categorie di maschio o femmina (Money, 1975): il vissuto personale di esistere nel tempo continuando ad essere se stessi malgrado i cambiamenti che avvengono durante l'intero arco di vita. I bambini nascono con proprie caratteristiche di personalità che possono ricondursi al maschile o femminile, ma anche la cultura gioca un ruolo fondamentale, fin da piccoli si impara ad adeguarsi al modello maschile o femminile ritenuto opportuno in quella data società e momento storico. Pertanto, la formazione dell'identità di genere è risultato di un compromesso tra "chi si è" e "chi è bene essere" (Money, 1994): l'identità di genere può esprimersi con vissuti e comportamenti corrispondenti o non corrispondenti al sesso biologico, la sua acquisizione è un evento di natura cognitiva che comporta anche significati affettivi: da questo deriva la drammaticità legata alla disforia di genere, che è alla base dei disturbi di identità;
Ruolo di genere: è la «percezione profonda della propria appartenenza al maschile o al femminile […] si riferisce all'interpretazione corporea, relazionale e sociale della percezione sessuata del proprio genere di appartenenza.» (Simonelli, 2002, p.46). È la modalità con cui, attraverso i comportamenti verbali e non verbali, si esprime a se stessi e agli altri il genere a cui si sente di appartenere. È dunque l'espressione esteriore, sociale e culturale dell'identità di genere e come tale riflette i comportamenti imposti dalla società;
Orientamento sessuale: è la «preferenza erotica per un partner dello stesso sesso o del sesso opposto […] la maggior parte degli individui sviluppa una chiara attrazione erotica verso l'altro sesso, chiamata eterosessualità, mentre una minoranza si sente attratta sia da maschi che da femmine e questo viene definito come bisessualità. Un ulteriore gruppo minoritario di persone sceglie partner dello stesso sesso, presentando così un orientamento omosessuale.» (Simonelli, 2002, p.47).

Generalmente identità di genere, ruolo di genere e orientamento sessuale sono in accordo, ma ci sono anche casi in cui esistono variazioni nel rapporto tra di essi. Su questo importante argomento, Simonelli afferma che «tutto lo sviluppo dell'identità di genere è un processo a tappe con continue verifiche biologiche, psicologiche e sociali» (Simonelli, 2002, p. 42). Infatti, attualmente si parla di protofemminilità (Crépault, 1989), con cui si intende che il femminile sia lo stato primario su due piani: biologico, in quanto il programma biologico di base è femminile (Badinter, 1992); psichico, dal momento che nella prima infanzia le donne sono il punto di riferimento principale e pressoché esclusivo e, di conseguenza, «i bambini, sia maschi che femmine, imparano a conoscere se stessi e il mondo soprattutto dal linguaggio e dalle regole femminili» (Simonelli, 2002, p. 43). La costruzione dell'identità di genere maschile è quindi un processo discontinuo poiché il maschio «deve differenziarsi dal mondo femminile-materno e vigilare costantemente sul risultato ottenuto per non ricadere nella dipendenza e nella simbiosi dei primi mesi di vita. […] In ogni età della vita troveremo l'espressione del bisogno degli uomini di insistere sulla propria virilità e di prendere le distanze dalla femminilità, anche e soprattutto sotto forma di disprezzo per l'omosessualità maschile.» (Simonelli, 2002, p. 44)

Ciò premesso, i disturbi dell'identità di genere «rappresentano la condizione in cui c'è discordanza, parziale o completa, tra il sesso di nascita assegnato in base ai genitali esterni, da un lato, e il genere codificato dal cervello, dall'altro» (Vizzari, Tripodi, 2006). Attualmente il transessualismo è riconosciuto dal DSM-IV-TR (APA, 2000) come "Disturbo dell'Identità di Genere" ed è considerato come la convinzione precoce, permanente e irreversibile da parte di un individuo del tutto normale dal punto di vista cromosomico, ormonale e somatico, di appartenere al sesso opposto rispetto a quello anatomicamente posseduto. Ne consegue un vissuto di sofferenza e senso di inadeguatezza relativo al proprio sesso anatomico e al desiderio di adeguare la propria identità psichica a quella biologica ricorrendo a trattamenti ormonali e interventi chirurgici.
Per quanto riguarda la relazione tra il disturbo dell'identità di genere e l'omosessualità, gli studi mostrano che: l'omosessualità è il più comune esito psicosessuale postpuberale, soprattutto nelle femmine (Dèttore, 2005), una minoranza diventerà eterosessuale, una piccola percentuale diventerà transessuale o travestito e, infine, una piccola percentuale svilupperà un'identificazione netta con il sesso opposto che condurrà il soggetto alla richiesta di interventi per la riattribuzione chirurgica di sesso (Vizzari, Tripodi, 2006). Esiste pertanto il rischio che questa diagnosi possa "patologizzare" una condizione che in realtà rappresenta semplicemente una normale varianza di genere. Viceversa, l'APA (American Psychiatric Association) considera il DIG una vera e propria patologia perché sono presenti una sofferenza specifica e disturbi emotivi correlati degni di attenzione clinica. Questa diagnosi viene posta quando i comportamenti e desideri cross-gender sono intensi, persistenti e invasivi, e causano disagio clinicamente significativo (Vizzari, Tripodi, 2006).

BIBLIOGRAFIA

APA, American Psychiatric Association, Diagnostic and statistical manual of mental disorder, 4th edition Text Revision, Washington 2000 (trad. it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali IV-TR, Masson, Milano 2001)
Badinter E., L’uno e l’altra, Longanesi, Milano 1993
Crépault C., Dal seme di Eva. Saggio sulla differenziazione dello sviluppo psicosessuale, Franco Angeli, Milano 1989
Dèttore D., Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale, The McGraw-Hil Companies, Milano 2005
Fausto-Sterling A., Myths of gender: Biological theories about women and men. New York: Basic Books, 1985
Focault M., Storia della follia, Rizzoli, Milano 1963
Money J., Ablatio penis: Normal male infant sex-reassigned as girl. Archives of sexual Behavior, 4, 65-71, 1975
Money J., The concept of gender identity disorder in childhood after 39 years. Journal of Sex and Marital Therapy, 20, 163-177, 1994
Simonelli C., L’identità di genere, In: Psicologia dello sviluppo sessuale ed affettivo, Carocci, Roma 2002
Vizzari V., Tripodi M.F., Cenni sui disturbi dell’identità di genere, In: Simonelli C., (a cura di) L’approccio integrato in sessuologia clinica, Franco Angeli, Milano 2006
Zucher K.J., Bradley S.J., Gender Identity disorder and Psychosexual Problems in Children and Adolescents. New York: Guilford Press, 1995.

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